Microsoft vuole da Samsung 15 dollari a device Android

7 luglio, 2011 2 Commenti »

Dopo aver ottenuto il pagamento di royalties da tre produttori di device Android, Microsoft punta ora al big one, al più grande, ovvero a Samsung, dal quale vorrebbe ben 15 dollari per ciascun device con Android venduto. Cosa farà ora Samsung? Pagherà o si impelagherà in una nuova causa?


La strategia di Microsoft a questo punto appare chiara: prima ha colpito le aziende più piccole, che avevano tutto da perdere da una lunga causa legale, ovvero Wistron, Velocity Micro, Itronix, e HTC, che già era impegnata in un’altra causa, gettando così le basi per l’attacco più grande, ai quei vendor che potenzialmente hanno forza e soldi a sufficienza per controbattere anche nelle sedi legali il gigante di Redmont. Intelligentemente, quest’ultimo ha obbligato le aziende con le quali ha stretto i precedenti accordi a non rivelare quali brevetti sono stati tirati in ballo, così da non dare appigli agli altri per tentare di invalidare il tutto. A questo punto Samsung si trova in difficoltà, perché pur avendo i mezzi per affrontare una causa si trova in una posizione di svantaggio e potrebbe alla fine trovare conveniente il pagamento della royalties, che casualmente coincide con il prezzo della licenza di Windows Phone 7. Tutto ciò lascia ancora una volta l’amaro in bocca nella diatriba su cosa possa e cosa non possa essere soggetto a brevetto, soprattutto se si considera il fatto che la brevettabilità dei software è una conquista piuttosto recente dell’industria dell’informatica. Venne difatti sancita in modo ufficiale con una decisione di un tribunale americano nel 1998, anche se già da qualche anno prima l’ufficio brevetti americano aveva iniziato ad accettare brevetti sul software. Ma non sono di certo stati questi a far progredire l’informatica: la maggior parte delle tecnologie utilizzate oggi risalgono a ben prima del 1998, quando i brevetti non c’erano ancora. Secondo noi, le idee non dovrebbero essere brevettabili, mentre potrebbero esserlo le loro implementazioni . Pensate ad un romanzo di fantascienza, poi chiedetevi: sarebbe possibile brevettare l’idea di scriverlo? Assolutamente no, mentre è giusto che il frutto di quell’idea, ovvero il romanzo scritto, sia protetto da copyright. Peccato che per il software non sia così.

Microsoft_Court

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  • http://www.shadowlionheart.it SHADOW LIONHEART(c) – Mannara Valentino Francesco

    Ma che schifo! La Microsoft imita lo stesso metodo della mafia… mi fa pena!!!
    Una cosa è sicura, io preferirò sempre Linux e nella mia attività ho tagliato via per sempre ogni software targato Microsoft fatta eccezione per Windows 7 che purtroppo serve ancora ma finirà prima o poi questa assurdità e spero che le software house si spiccino a fare i loro programmi anche per Linux.
    Io uno smartphone Android lo acquisterò comunque ma con il rammarico che devo pagare il pizzo alla Microsoft… oppure spero che subentri MeeGo o che Google risolva presto i suoi problemi legali con la famigerata azienda di Redmond.

  • vac

    Possiamo anche ammettere i brevetti e supporre che realmente ci sia stata qualche violazione ma…
    15€ senza nessuna spesa !????
    Guadagnano più dalla vendita di android che di winsoz.
    -
    Spero che le aziende si coalizzini e si facciano restituire con gli interessi quanto pagato fin’ora.