Il Jailbreak, lo sblocco del telefono e il rooting sono operazioni ormai comuni, ma potrebbero presto ridiventare illegali se l’effetto della sentenza del Digital Millennium Copyright Act dovesse venir meno.
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La sentenza a favore del jailbreak emessa un paio d’anni fa aveva una sua scadenza. Se quanto ottenuto dovesse esaurire la sua efficacia perché i giudici non volessero convalidare la precedente sentenza, allora presto installare una versione pulita di Android su uno smartphone personalizzato dal produttore o un operatore mobile, oppure effettuare il jailbreak di un iPhone per poter scaricare e installare anche applicazioni non direttamente presenti nell’App Store, diventerebbero nuovamente operazioni illegali.
Apple ha combattuto in modo particolarmente duro in precedenza per fare in modo che il jailbreak fosse considerata un’operazione illegale, e ci aspettiamo che allo scadere del tempo stabilito nella sentenza del DMCA, l’azienda della mela ritorni alla carica con rinnovata energia. Tra l’altro, a quanto pare la precedente sentenza non copre anche l’iPad (e presumibilmente anche gli altri tablet). Certo, non ha molto senso, ma quello che fa fede, ai fini legali, è quello che è scritto nella sentenza, non quello che dice il buon senso.
Per cercare di mantenere lo status quo e non dover rischiare di finire denunciati per aver scaricato e installato una ROM personalizzata, la EFF ha promosso una petizione che potete leggere cliccando qui. Se anche voi volete che il jailbreak e il rooting siano considerate pratiche legali (sia per gli smartphone che per i tablet), potete aderire a questa petizione cliccando qui.














