A quanto pare, cambiare direzione da un momento all’altro è una prerogativa delle grandi aziende. A cosa ci riferiamo? A Tizen, o Tizen’t’, il nuovo sistema operativo Linux embedded basato su HTML5 and CSS, che rimpiazza MeeGo, ma sul quale la community alla base di MeeGo non ha avuto alcuna voce in capitolo.
![]()
Ovviamente non stiamo parlando di aziende come Red Hat o SUSE, che sostanzialmente dipendono dalla community che si è sviluppata attorno al loro prodotto, ma di aziende che creano una community attorno ad un prodotto, e poi la abbandonano in un lampo. Al MeeGo meeting tenutosi a Tampere in Finlandia, Aaron Seigo, sviluppatore Open Source KDE, e attualmente impegnato nel progetto KDE Plasma Active, ha spiegato agli intervenuti che se si vuole fare qualcosa basta pianificarla e poi farla. Se qualche grande azienda vuole dare una mano, bene, altrimenti bene uguale. I loro progetti, costruiti su openSUSE e MeeGo in collaborazione con cinque/sei piccole aziende continueranno per la loro strada anche se qualche partner vorrà defilarsi. Quanto accaduto a MeeGo non fa altro che confermare la lezione appresa con OpenOffice.org: c‘è bisogno di una entità indipendente al di sopra della community, se ci si vuole assicurare che la vita della community stessa non possa essere influenzata dagli umori di questo o di quel dirigente. Sfortunatamente la Linux Foundation è un coacervo di aziende e ha chiaramente dato prova di non poter essere un’organizzazione guidata dalla community. Chi è coinvolto in una community dovrebbe preoccuparsi di assicurargli una certa continuità, e il solo modo per farlo è fare in modo che questa sia un elemento cruciale per la vita dell’azienda che vi è coinvolta. Certo, questo non mette al riparo da decisioni che non ci piacciono, ma limita di molto i problemi. Quando invece l’azienda non è dipendente dalla community, questa non può far altro che accettare supinamente le decisioni dell’azienda. Proprio come sta accadendo adesso alla community MeeGo, che si trova alle prese con un bel dilemma: cosa fare adesso? Continuare a sviluppare per MeeGo oppure buttarsi su Tizen? La soluzione potrebbe essere quella proposta da Jos Poortvliet, community manager di OpenSUSE, ovvero unirsi alla giovane, flessibile, innovativa e aperta community openSUSE e continuare a sviluppare MeeGo su openSUSE, contribuendo al progetto openSUSE ARM.






