Dopo che Apple ha fatto ciò che ha voluto per anni, spopolando grazie all’iTunes Store, ora è la volta di Google di entrare nel mercato della musica online. Il servizio Google Music passa, difatti, dalla versione beta a quella definitiva, quantomeno per chi vive negli USA…
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Google ha introdotto anche un nuovo servizio online che permette di acquistare brani singoli e interi album direttamente dall’Android market. Questo nuovo servizio, che permette di fruire anche di contenuti gratuiti, si integra con Google+ e permette agli artisti indipendenti di vendere le proprie opere musicali esattamente con le stesse modalità con cui gli sviluppatori vendono le proprie applicazioni. Google Music può essere utilizzato sia da device Android aggiornando l’omonima applicazione, sia tramite un qualunque browser Web e quello che si acquista viene sincronizzato in tempo reale con la libreria cloud di Google Music, dalla quale i contenuti possono poi essere riprodotti in streaming o scaricati su Pc, Mac o device Android. Non male l’interfaccia di Google Music, che somiglia un po’ ad iTunes Store. Dall’interno del servizio è possibile esplorare i contenuti per singoli artisti o gruppi, scrivere e leggere recensioni, raccomandare un brano o un album utilizzando il classico +1 di Google Plus o ricevere suggerimenti di acquisto in base alla musica posseduta.

I prezzi dei contenuti variano tra 0,99 e 1,29 dollari a brano, mentre il prezzo degli album è decisamente più variegato e cambia in base alla popolarità e alla “commerciabilità” degli artisti, anche se a quanto pare i prezzi dei successi più recenti sono comunque più bassi rispetto a quelli praticati su altri store simili. Ottima la possibilità di condividere i brani acquistati con le persone presenti nelle proprie cerchie, che a loro volta potranno riprodurli gratuitamente e per intero (ma solo per una volta), direttamente dal proprio account. Intelligente l’apertura verso gli artisti non legati a nessuna grande label musicale, che possono vendere direttamente i propri brani pagando una sorta di “quota d’ingresso” di 25 dollari. I proventi vengono suddivisi come per le app: il 30% a Google, il 70% all’artista. Al momento il music store di Google può vantare la presenza di 13 milioni di brani, tra cui quelli distribuiti da Universal, Sony ed EMI Music, un buon traguardo, anche se l’iTunes store dispone di 20 milioni di canzoni (e anche dell’accordo con Warner), mentre Amazon MP3 si ferma a 17 milioni.





