Ubuntu Touch è il genio di Mark Shuttleworth

21 febbraio, 2014 3 Commenti »

Contro ogni aspettativa, il patron di Canonical conferma l’imminente lancio di due nuovi smartphone equipaggiati con Ubuntu Touch. Riflettiamo assieme sul futuro della distro mobile.


Ubuntu Touch ha fatto capolino ormai da diversi mesi. Un ingresso un po’ timido, dettato forse dal colpo ricevuto con il fallimento di Ubuntu Edge, il telefonino sul quale Canonical aveva puntato quasi tutto. Sta di fatto che Ubuntu Touch 1.0 ha deluso un po’ tutti, non fosse altro che per le sue prestazioni non di poco migliorabili e per la quasi totale mancanza di un ecosistema di applicazioni: ragioni sufficienti per scoraggiare gli utenti ad offrire una chance al nuovo sistema di casa Canonical. E, mentre un gruppo di “fan” ha già deciso di mollare ogni interesse verso Ubuntu Touch, c’è ancora una fetta di utenti che preferisce attendere il mese di Aprile, quando l’azienda di Mark Shuttleworth, in concomitanza con il lancio di Ubuntu 14.04 LTS, rilascerà una seconda release della distro mobile. Cosa troveremo? Gli sviluppatori saranno stati in grado di lavorare su tutte le mancanze segnalate nella versione 1.0? Chi lo sa.

Quel che è certo è che in molti si stanno ponendo una domanda: quando avremo la possibilità di mettere le mani sul primo telefonino equipaggiato con Ubuntu Touch? Al momento, infatti, il sistema operativo mobile di casa Canonical può essere messo alla prova solo su una manciata di device, quelli della serie Nexus e, fondamentalmente, neppure tutti. Basti pensare, ad esempio, che il supporto al nuovo Nexus 5, almeno per il momento, non è stato garantito (leggi, Niente Ubuntu Touch per il Nexus 5). E poi ci sono una marea di porting, tutti iniziati ma quasi nessuno portato a compimento, che mirano a rendere compatibile Ubuntu Touch con i device più gettonati equipaggiati però con Android. Quel che servirebbe, dunque, è un “ubuntufonino” anche perché, si sa, non tutti gli utenti sono capaci di riflashare il proprio device e cambiare il sistema operativo in uso. Allo stato attuale, Ubuntu Touch potrebbe essere definito senza troppi problemi come un “giocattolo” da affidare a sviluppatori e smanettoni che, però, dopo solo pochi minuti decidono quasi sempre di ritornare sulla retta via.

Ma, riprendendo il bandolo della matassa, quando potremo guardare con i nostri occhi il primo telefonino equipaggiato con Ubuntu Touch? In un primo momento Mark Shuttleworth, così come Jono Bacon (Community Manager di Canonical) aveva affermato che questo 2014 sarebbe trascorso senza alcuna novità in merito. Ma, solo poche ore fa, ecco arrivare un cambio di rotta e a confermarlo è lo stesso Shuttleworth.

Entro la fine dell’anno (ancora non ci è dato sapere il mese esatto) metteremo le mani su due differenti modelli di smartphone equipaggiati con Ubuntu. I due device saranno prodotti da BQ e Meizu due produttori che non sono poi così noti, quanto meno in Europa. Canonical dunque ha deciso di puntare basso? No. Nel 2015, infatti, Ubuntu Touch passerà anche a grandi nomi del mercato mobile che per ora, però, rimarranno del tutto ignoti. Ma, a cosa è dovuta la scelta di partire con produttori sconosciuti alla quasi totalità degli utenti europei e americani? Canonical vuole puntare prima sui mercati emergenti per poi spostarsi nei Paesi più ricchi. Una tattica che sembra seguire la scia di Firefox OS ma, analizzandola per bene, c’è un qualcosa di diverso.

Escludiamo BQ (produttore spagnolo) e concentriamoci unicamente su Meizu. Per chi non lo sapesse, questo produttore arriva dritto dritto dalla Cina dove, la mentalità Ubuntu sta velocemente dilagando. Merito di Ubuntu Kylin, una release che Canonical ha personalizzato per il mercato cinese, gli utenti dell’Estremo Oriente stanno abbandonando soluzioni proprietarie (Microsoft Windows prima fra tutte) per avvicinarsi al mondo Linux. Ubuntu Kylin piace e la dimostrazione di ciò è data dal numero di download effettuati della distro: oltre 1,5 milioni (leggi, Ubuntu Kylin: è record di download). Quanti di questi download sono rimasti tali o effettivamente installati sui PC questo non lo sappiamo, ma non si tratta comunque di cifre basse.

In Cina, Ubuntu sta diventando un “must” per un bel numero di utenti e, dunque, perché non mettere alla prova anche Ubuntu Touch? Ed è per questo che l’abile mente di Mark Shuttleworth ha ben pensato non solo di far produrre il primo “ubuntufonino” ad un produttore cinese, ma di lanciare il device proprio lì, in Estremo Oriente.

Una tattica che potrebbe (il condizionale è pur sempre d’obbligo) far guadagnare ad Ubuntu Touch una bella quota di mercato, sufficiente a far da trampolino di lancio per invadere poi il mercato europeo e americano.

Ritornando allo smartphone prodotto da Meizu, tutto lascia pensare ad un device che ricalca il noto (almeno per alcuni) MX3, non fosse altro che perché proprio questo modello è equipaggiato con 2 GB di memoria RAM (il quantitativo per ora sufficiente a far girare senza troppi problemi Ubuntu Touch). Un device che, stando alla sua scheda tecnica (sempre che sia effettivamente una versione 2.0 del MX3) dovrebbe essere di tutto rispetto e che potrebbe addirittura spingere alcuni utenti europei ad acquisti intercontinentali.

Dopo una partenza singhiozzante, dunque, Ubuntu Touch potrebbe sorprendere davvero tutti. E, proprio quando anche noi avevamo quasi perso ogni speranza, eccoci pronti a scommettere ancora sul nuovo progetto di Canonical. Dopotutto, negli anni, l’azienda ci ha abituato ad alti e bassi. Ma questo che sta per arrivare, sarà un periodo di ascesa o di sprofondamento? A voi la parola.

mark-shuttleworth

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  • jhgkhjgkhgkh

    kjhkjkjhkjhkjh

  • pi3tr0

    un articolo basato sulla fuffa, in vero stile ubuntu

    in cina ubuntu sarebbe un must xchè è stato scaricato 1.5 milioni di volte, cioè un cinese su mille l’ha scaricato, magari per poi buttarlo, e sarebbe un must?

    ma per favore

  • Domenico

    Se posso, voglio mandarvi su un blog che parla solo di ubuntu touch … http://utouch.altervista.org