Google ha il dente avvelenato con Microsoft; la accusa di aver messo in atto un’aggressiva politica di patent licensing per rallentare la spinta innovativa di Android e di far pressione sui produttori di device Android solo perché teme che i propri prodotti possano essere messi da parte.
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Secondo l’avvocato Tim Porter, patent counsel di Google, lo sviluppo di Android per ora non è stato influenzato da queste continue cause proposte da Microsoft, ma in futuro la gente, “distratta” dalle beghe legali, potrebbe essere meno concentrata sulle innovazioni. Lo scorso mese Microsoft ha sottoscritto un accordo di licenza con l’OEM/ODM Compal, che copre l’intera gamma di device con Android e Chrome prodotti da quest’importante azienda taiwanese. Come abbiamo riportato in una recente news, a chi afferma che il sistema di brevetti è diventato estremamente complicato da seguire, Microsoft dice una sola cosa: “svegliatevi!”. Ma Microsoft non rinuncia neanche a tirare una stoccata diretta a Google, rammentandole che quando qualcuno l’ha accusata di aver infranto dei brevetti la cosa è stata affrontata direttamente dall’azienda, mentre Google sarebbe rea di aver lasciato i vari produttori di device Android al loro destino. Porter ha confermato quanto già detto da Google in passato: l’azienda vuole sostenere i propri partner e difendere l’ecosistema Android e la vendita di brevetti ad HTC nel corso di quest’anno non fa altro che confermare quest’intenzione. Proprio grazie a questi brevetti, HTC ha potuto avviare una contro-causa verso Apple. Tutto ciò non toglie che le molte beghe legali che stanno coinvolgendo Android abbiano un effetto negativo sull’innovazione e che “i danni, le ingiunzioni e i rimedi devono essere proporzionali al valore delle invenzioni”. Quando finirà tutto questo?






