Android sta uccidendo GNU/Linux?

Secondo Tony Mobily, Editor in Chief della rivista Free Software Magazine, Android rappresenta un punto di svolta per Gnu/Linux, che scomparirà presto, perlomeno nella forma in cui lo conosciamo adesso.


L’Android Market, l’App Store e lo stesso market di applicazioni Ubuntu sono l’espressione dell’attuale “gadgettificazione” dei software. In passato, il software era qualcosa da installare e utilizzare; oggi, invece, con tutti questi App Store, il software sta diventando un gadget con cui giocare. L’elemento che accomuna i vari store è il fatto che le applicazioni possono essere a pagamento o gratuite, libere o meno, ma per l’utente non ha alcun senso questa distinzione: l’app diventa un gadget e, come tale, non importano le implicazioni “filosofiche”. Lo si vuole utilizzare e basta!

Che cosa si potrebbe fare per cambiare questo stato di fatto? Secondo Tony Mobily si potrebbe sviluppare un’alternativa agli app store. Qualcosa come F-Droid rappresenta un buon inizio, ma, appunto, è solo l’inizio. Si potrebbe anche fare in modo che i tablet fossero basati solo su software Open Source. F-droid, potrebbe sostituire l’Android Market, Reader Cool l’eReader, E così via. I software proprietari sarebbero relegati in una cartella e la home sarebbe invece la casa di quelli Open. Tra l’altro utilizzare un launcher open come adw.launcher renderebbe le cose ancor più semplici.

Si potrebbe, ancora, offrire un sistema Android completamente basato su software Open, una impresa che pare ancora più difficile delle altre appena citate. Secondo Tony la situazione non è comunque ancora disperata, anche se è pessima. Il software proprietario per i tablet è decisamente ben fatto e gradevole da utilizzare, e convincere le persone ad utilizzare software free sarà sempre più difficile man mano che l’utilizzo di questo software prenderà sempre più piede.

f-droid

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